INVITO A VEDERE 2025
Il podcast di ArtVerona
Nasce un nuovo progetto di ArtVerona, il podcast Invito a Vedere, ideato e curato da Laura Lamonea e Tommaso Santagostino. Il titolo è un omaggio a Stelio Maria Martini, artista visivo e teorico la cui natura è sempre stata quella di abitare le zone di confine tra linguaggio, arte e pensiero. Un progetto di avvicinamento alla ventesima edizione di ArtVerona, in programma a Veronafiere dal 10 al 12 ottobre 2025, attraverso un racconto polifonico dell’ecosistema artistico, sociale e umano che oggi rende ancora possibile fare dell’arte un perno centrale della nostra società.
Uno strumento di ricerca attiva e partecipata nel contesto di ArtVerona che vuole promuovere la capacità dell’arte di esercitare un ruolo decisivo nella sperimentazione di linguaggi e nel sollecitare l’immaginario delle persone. Il podcast delinea un itinerario sincronico e armonico necessario per valorizzare le numerose componenti dell’universo dell’arte attraverso le voci dei protagonisti, con una speciale attenzione ai contesti fisici e ai luoghi dove l’arte rivela tutto il suo potenziale, al confine tra discipline, linguaggi e forme espressive.
In questa quarta puntata di Invito a vedere, entriamo nella vita e nel pensiero di Giorgio Fasol, figura chiave del collezionismo d’arte contemporanea in Italia, che ha dato vita insieme a sua moglie Anna Pedron alla collezione AGI Verona Collection.
Attraverso i suoi aneddoti emerge uno spirito collezionistico guidato da un’emozione immediata, una scintilla, come lui stesso ama definirla. L’intuito visionario di Fasol ha anticipato spesso le traiettorie del sistema dell’arte, con l’obiettivo di promuovere la cultura e sostenere i giovani artisti. La sua collezione è un invito ad ascoltare il presente come gesto di fiducia verso il futuro.
Questa traiettoria l’ha condotto fino all’esperienza pionieristica della donazione all’Università di Verona di oltre cento opere della collezione, dando vita a marzo del 2025 al Museo del Contemporaneo. Le voci della docente Monica Molteni e della ricercatrice Jessica Bianchera dell’Università di Verona, ci raccontano la genesi e l’evoluzione del progetto, avviato nel 2019.