Pittura (Ora)

Pittura (Ora) esplora le pratiche segniche e gestuali nella pittura e nel disegno contemporanei, interrogandone lo statuto in una fase di sospensione e ridefinizione del linguaggio. Il titolo introduce in questa nuova edizione una parentesi concettuale. (Ora) non come affermazione di presenza, ma come spazio intermedio, luogo di passaggio in cui il medium pittorico si sottrae a posizioni stabili per aprirsi a nuove possibilità.

Nel contesto attuale, segnato da un’intensa riattivazione del passato e da una complessità visiva senza precedenti, la pittura si colloca tra memoria e gesto, tra immagine e parola, assumendo la forma di una pratica stratificata, porosa, attraversabile. La sezione indaga il dipingere come campo di tensione, in cui il segno non è solo espressione individuale ma dispositivo di relazione, capace di trattenere temporalità diverse e linguaggi eterogenei.

Pittura (Ora) mette così in questione l’idea stessa di attualità. La parentesi segnala uno scarto: non un presente compatto, ma una condizione in cui il confronto con il passato diventa strutturale e operativo. Le modalità di approccio al segno e alla gestualità, nella pittura come nel disegno, emergono come pratiche identitarie instabili, in continua negoziazione tra continuità e trasformazione.

La scelta è di restituire a una condizione di pluralismo radicale, priva di gerarchie e direzioni dominanti. L’(Ora) si manifesta nella coesistenza di tecniche tradizionali e digitali, nella compresenza di posture intime e visioni globali, nella libertà con cui il linguaggio pittorico abita lo spazio tra le cose. In questa sospensione, la pittura non si chiude in una definizione, ma resta aperta, come la parentesi che la accoglie.

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