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L’edizione 2024 di ArtVerona, in programma dall’ 11 al 13 ottobre, chiude, dando continuità, un percorso artistico che sin da subito ha promosso l’Italian System, ossia il sistema dell’arte italiano, che rappresenta – e non potrebbe essere altrimenti –  il cuore vitale di questa manifestazione. La direzione artistica di Stefano Raimondi si è caratterizzata principalmente per aver saputo coinvolgere nuove risorse -si pensi alle fondazioni e agli archivi o alle residenze d’artista- e pubblici e per aver messo al centro progetti culturali di rilevanza internazionale. Si pensi a Red Carpet, disegnato da Paola Pivi (2021), Stefano Arienti (2022) e Peter Halley (2023) e diventato uno dei progetti più riconoscibili e identitari di ArtVerona. Si tratta di una monumentale opera d’arte che prende la forma di un tappeto di oltre 400 metri quadrati che accoglie i visitatori nella Galleria dei Signori, diventando una piattaforma di incontro e un segno artistico immediatamente riconoscibile.

Habitat, alla sua terza edizione, dopo il successo delle scorse edizioni che hanno visto protagonisti Luciano Fabro, Marina Apollonio, Nanda Vigo e Ugo La Pietra, Giulio Paolini, Marinella Pirelli e Gianni Colombo, si svilupperà anche nel 2024 sia negli spazi della fiera che presso la GAM di Verona, presentando ambienti realizzati negli anni 60 – sullo slancio e insegnamento degli ambienti di Lucio Fontana – da importanti artisti italiani. Per il quinto anno consecutivo l’identità visiva è stata affidata a Studio Temp, studio di graphic design di Bergamo. La campagna grafica del 2024 si basa su un’evoluzione del tema cartografico utilizzato nell’edizione precedente. L’idea è quella di esplorare il concetto di connessione e incontro, temi espressi attraverso l’interazione dei confini che si sovrappongono, si intersecano e si fondono in forme e colori.