Edizione 2026
Le parentesi creano uno spazio di transito: sospendono il discorso principale per aprire una possibilità ulteriore. Separano e al tempo stesso connettono, in modo sovversivo rispetto alla linearità del discorso dominante. Interrompono la continuità per introdurre una deviazione che non è marginale, ma generativa. In questo intervallo il significato si espande; le posizioni non si stabilizzano, ma si mettono in movimento, elementi normalmente distinti entrano in contatto, si contaminano, si rinegoziano.
Se la conversazione ha messo in relazione i soggetti del sistema dell’arte, questa edizione sposta l’attenzione su ciò che avviene tra questi soggetti: sugli spazi intermedi in cui i ruoli smettono di essere dati una volta per tutte. In questo senso, la fiera in questa ventunesima si presenta come un dispositivo tra parentesi: un sistema che trova la propria forza non nella chiusura o nella definizione, ma nella capacità di restare in continua ridefinizione. Un luogo in cui le opere, le pratiche e i ruoli rimangono aperti all’interazione e alla possibilità di assumere significati diversi a seconda delle relazioni che attivano.
All’interno di questa dimensione parentetica, la galleria si afferma come pratica curatoriale attiva, capace di sperimentare formati, narrazioni e modalità espositive. La parentesi consente uno scarto: invita le gallerie a esporsi come luoghi di ricerca, di rischio e di costruzione di discorso. Il valore non si concentra esclusivamente sull’opera intesa come prodotto, ma si distribuisce nella relazione: tra opere, tra artisti, tra gallerie, tra pubblico e collezionisti. È in questa trama relazionale che emerge l’azione delle gallerie come agenti culturali, mediatori, produttori di senso. Le parentesi rendono visibile ciò che normalmente resta sullo sfondo, spostando l’attenzione dall’oggetto isolato al sistema di relazioni che lo rende possibile.
Laura Lamonea