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Habitat

Giunto alla sua seconda edizione, il progetto Habitat approfondisce una specifica ricerca che matura in Italia con Lucio Fontana a partire dalla fine degli anni ’40 e fiorisce in modo definitivo negli anni ’60, sviluppandosi poi con traiettorie diverse e originali fino ai giorni nostri. Sono opere che non devono essere semplicemente viste ma vissute, ambienti che vanno abitati, habitat, in cui l’opera è lo spazio stesso che viene creato e plasmato dall’artista. Attraverso questa esplorazione dello spazio artistico trova compimento il processo di partecipazione immersiva del visitatore che è invitato ad esplorare lo spazio e per la prima volta a “entrare” dentro un’opera d’arte. In modo analogo al progetto Red Carpet, Habitat mostra la traiettoria di una manifestazione in cui il visitatore è messo al centro e dentro l’esperienza di visita. Per l’edizione 2023 ArtVerona è lieta di presentare due iconici ambienti realizzati negli anni ’60 da Gianni Colombo e Marinella Pirelli. Il progetto, realizzato grazie alla fondamentale collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo e l’Archivio Marinella Pirelli vuole sottolineare anche la vitale importanza che gli Archivi hanno per la tutela, valorizzazione e promozione di figure imprescindibili dell’arte italiana. Un terzo habitat sarà realizzato in collaborazione con i Musei Civici di Verona e troverà spazio nella Galleria d’Arte Moderna A. Forti, presso Palazzo della Ragione. Questo ambiente è dedicato a Giulio Paolini.

 

Spazio Elastico

Gianni Colombo (Milano, 1937 – Melzo 1993) è uno dei principali artisti della Milano degli anni Sessanta, protagonista di fama internazionale dell’arte programmata. A trent’anni dalla sua scomparsa, ArtVerona desidera celebrare la sua ricerca e influenza presentando Spazio Elastico, un’opera simbolo esposta per la prima volta nel 1967 e con la quale nel 1968 vince il Primo Premio per la pittura della XXXIV Esposizione Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Colombo si è sempre interrogato sulle implicazioni che le capacità di sentire e vedere hanno con la vita psichica dell’uomo; la dimensione percettiva e i processi che la regolano sono alla base dell’opera. Lo Spazio Elastico attraverso pochissimi elementi è capace di creare vertigini intellettive ed emozionali. L’ambiente mette in discussione la nostra percezione dell’orizzontalità o verticalità, dati semplici del nostro equilibrio percettivo. L’esperienza in atto, in nostro modo di elaborarla psichicamente e il nostro comportamento sono il vero soggetto dell’opera.

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Film Ambiente

Con la presentazione di Film Ambiente di Marinella Pirelli (Verona, 1925 – Varese 2009) ArtVerona dedica per la prima volta un tributo, nella sua città natale, all’artista che ha contribuito ad ampliare gli orizzonti del cinema sperimentale italiano. Marinella Pirelli è attiva a partire dal Secondo Dopoguerra nell’ambito della pittura, nonché nello studio intorno alle immagini in movimento e agli ambienti di luce e si distingue per un lavoro di indagine costante, che ha portato negli anni Sessanta a risultati pionieristici nel campo del cinema sperimentale. La sua opera più importante Film Ambiente (1969) è una struttura cinematografica percorribile dal visitatore che sottolinea l’innovativo apporto della Pirelli nell’ambito del Cinema Espanso italiano e il desiderio di creare una nuova modalità di fruizione dell’immagine in movimento.

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Et in Arcadia Ego

La Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e ArtVerona, manifestazione che fin dagli esordi si è connotata come soggetto organizzatore e promotore di contenuti culturali, sono liete di presentare il progetto espositivo di Giulio Paolini, a cura di Patrizia Nuzzo e Stefano Raimondi, dal suggestivo titolo Et in Arcadia Ego. La Galleria d’Arte Moderna, che con questa collaborazione intende riconfermarsi quale realtà istituzionale dinamica e in grado di dare voce e forma ai linguaggi contemporanei, ha scelto Paolini, tra gli artisti italiani più noti e affermati a livello internazionale, in quanto autore che maggiormente ha incentrato la propria ricerca intorno alla correlazione tra spazio, opera e fruitore. Per Paolini l’esposizione Et in Arcadia Ego rappresenta un ritorno nella città di Verona: tra il 2001 e il 2002 la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti gli dedicò infatti un’antologica in occasione dell’assegnazione del Premio Internazionale Koinè 2000 alla carriera conferitogli da una prestigiosa giuria, composta da Giorgio Cortenova, Renato Barilli, Lucio Dalla, Maria De Corral, Lóránd Hegyi.

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