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Le scelte dei 20 musei e fondazioni che hanno aderito a Level 0

Le scelte dei 20 musei e fondazioni che hanno aderito a Level 0

 

ArtVerona, la fiera d’arte moderna e contemporanea che si è tenuta a Veronafiere dal 15 al 17 ottobre, annuncia le scelte di Level 0, il format giunto alla sua nona edizione che invita musei e fondazioni private a individuare ciascuno un artista presente in fiera da promuovere all’interno della programmazione futura dell’istituzione attraverso una mostra, un’installazione, un talk, una pubblicazione o un workshop.

Per la 16a edizione della fiera, sono state selezionate 20 istituzioni che coprono tutta la penisola, da Nord a Sud, con alcuni nuovi ingressi di grande rilievo. Da segnalare anche la partecipazione di realtà che operano nell’ambito dell’arte antica, accanto a quelle del contemporaneo. Level 0 è supportato da un’importante collaborazione con Ashtart, società di management culturale, nell’ambito del Workshop sul Contemporaneo e prevede la realizzazione di video interviste che saranno pubblicate durante l’anno successivo sui canali social di ArtVerona.

Patrizia Nuzzo della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti-Palazzo della Ragione di Verona ha scelto Giulio Malinverni rappresentato da Marignana Arte, Venezia con questa motivazione: Una ricerca convincente quella di Giulio Malinverni che si muove su più registri linguistici e binari della storia dell’arte attraverso una connaturata capacità di attingere alle varie forme del passato con la rispettosa determinazione di voler essere un artista del e nel proprio tempo con tutta l’urgenza che la sua pittura intende esprimere. Una padronanza tecnica che non diventa virtuosismo, ma possibilità di calarsi nella complessità dell’arte con l’ossessione del visionario a cui interessa cercare soluzioni all’interno degli stilemi e delle ortodossie dei linguaggi svelando l’autentico “senso” del fare. Un fare che si invera non nell’effimero insensato, ma nell’intuizione della verità nell’energia e tensione della pittura.

Elisabetta Barisoni di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia ha scelto Laura Omacini rappresentata da CRAG GALLERY, Torino, Praga, con questa motivazione: Laura Omacini esplora il tema del paesaggio, del cielo e del mare, con una raffinata tecnica compositiva che lascia emergere un lungo lavoro di decantazione del soggetto e di espressione dello stesso, in una pittura che risulta allo stesso tempo reale e immaginata, costruita e istintiva.

Giovanna Coltelli della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha scelto Federico Seppi rappresentato da Boccanera Gallery, Trento, Milano con questa motivazione: Pensare la natura attraverso uno sguardo intimistico e quotidiano e rappresentarla in relazione a un sistema complesso dove l’uomo convive con l’universo natura è il motore della ricerca e produzione artistica di Federico Seppi. In un momento in cui lo spazio natura è via via reso più effimero e precario (si pensi ai ghiacciai di cui ormai disponiamo solo tracce di memoria a causa dell’aumento costante delle temperature), diviene urgente costruire ed esplorare nuovi immaginari possibili nell’atto di trasformare ciò che è invisibile: i materiali e i corpi naturali che animano le opere di Seppi si fanno portavoce di una definizione del mondo ecologica, estetica e rinnovata dove l’uomo sa convivere in maniera simbiotica con gli elementi dell’universo.

Luca Molinari di M9-Museo del ‘900 di Mestre (Venezia) ha scelto Federica Di Pietrantonio rappresentata da The Gallery Apart, Roma, con questa motivazione: M9 – Museo del ‘900 ha selezionato Federica Di Pietrantonio per la sua capacità di lavorare tra mondo digitale e opera concreta. 

Silvia Salvati del MADRE museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli ha scelto Marco Rossetti rappresentato dalla Galleria Nicola Pedana, Caserta, con questa motivazione: Un tergicristallo, disposto su una cornice in ferro, cerca di svelare la foto sottostante, ricoperta da olio nero, riuscendo a farlo solo parzialmente, giacché il liquido torna incessantemente, in continuo loop, a ricoprire l’immagine. Un’opera sul senso del vedere, negato e concesso: un cammino in-visibile, quello compiuto dal tergicristallo – e dal nostro sguardo che ne segue il movimento – che cancella e rivela al tempo stesso, e nel suo essere un percorso visivo transitorio e indefinito è al tempo stesso rappresentazione e denigrazione dei fondamenti del presente in cui viviamo, immersi e persi nella rete visiva ipertrofica in cui il sistema ci inscrive e ci inquadra, alla ricerca costante del nostro pensiero e della nostra identità.

Denis Isaia del Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto ha scelto Mustafa Sabbagh rappresentato da Traffic Gallery, Bergamo, con questa motivazione: La capacità dell’opera di Mustafa Sabbagh di cucire i linguaggi della contemporaneità con l’esperienza dell’antichità illumina le continuità tra i secoli e consolida la tendenza delle ricerche più attuali a lasciarsi alle spalle il paradigma dell’invenzione linguistica alla ricerca di una più vitale tensione emotiva.

Iolanda Ratti e Andrea Faggiano del Museo del Novecento di Milano ha scelto Giulia Maiorano rappresentata da N Contemporary, Milano, Londra, con questa motivazione:
La ricerca di Giulia Maiorano si sviluppa e prolifera come un processo naturale, un linguaggio profondamente legato al suo bagaglio di ricordi che interagisce e gioca con la natura. Un aspetto ludico che non si limita al solo atto creativo, ma che invita lo spettatore a creare una relazione con le sue opere.

Emma Zanella del Museo MA*GA di Gallarate di Gallarate (Varese) ha scelto Chiara Dynys rappresentata da Cortesi Gallery, Milano, Lugano con questa motivazione: La ricerca di Chiara Dynys attinge ai codici visivi della nostra contemporaneità sovrapponendoli con libertà e rigore fino ad ottenere esiti estetici fortemente iconici, riconoscibili e ad un tempo dai significati profondi e non scontati.

Daniele Fortuna del Parco Archeologico del Colosseo di Roma ha scelto Mattia Bosco rappresentato da Atipografia, Arzignano (VI) con questa motivazione: Il lavoro di indagine condotto dall’artista sulle potenzialità scultoree dei materiali; la ricerca di un equilibrio misurato tra natura e caratteristiche dei diversi elementi dell’opera; l’idea alla base del processo creativo che muove dalla volontà di far affiorare spontaneamente la naturale forma della materia, armonizzandola con luoghi e situazioni; tutti questi aspetti sono certo affini alla mission e alle attività del Parco Archeologico del Colosseo.

Andrea Bruciati di Villa Adriana e Villa d’Este di Tivoli di Roma ha scelto Gino De Dominicis rappresentato da Galleria Giovanni Bonelli, Milano, Pietrasanta (LU) e Davide Serpetti rappresentato da mc2gallery, Milano con questa motivazione: Se il futuro ha un cuore antico, segnalo Gino De Dominicis e Davide Serpetti per la non comune capacità di proiettarsi verso una dimensione utopica e affabulatoria mediante la pratica della pittura, evidenziando le plausibili cifre di contatto fra immaginari mitici ed esigenze metamorfiche, legate alle fluidità del pensiero contemporaneo. Gli artisti scelti da VIALLAE di Tivoli vengono quindi messi in dialogo per le modalità con cui entrambi hanno tradotto l’urgenza di considerare le nostre radici storico culturali quale costante fucina e bacino di ispirazione per la ricerca contemporanea.

Lorenzo Respi della Fondazione Modena Arti Visive di Modena ha scelto IOCOSE rappresentato da MLZ Art Dep, Trieste con questa motivazione: Attraverso il medium delle arti digitali il collettivo di artisti IOCOSE indaga i risvolti culturali e le implicazioni sociologiche determinati dal dibattito, molto attuale, sulle responsabilità della ricerca scientifica e sulle conquiste dell’esplorazione spaziale. Il progresso futuro della nostra civiltà è raccontato con allestimenti esperienziali che si rinnovano continuamente in forme di contaminazione site specific.

Davide Silvioli di Palazzo CollicolaGalleria d’Arte Moderna “G. Carandente” di Spoleto (Perugia) ha scelto Matteo Montani rappresentato da Otto Gallery, Bologna con questa motivazione: Il lavoro pittorico dell’artista è in linea con parte della programmazione del museo che ha già dedicato approfondimenti alla pittura contemporanea.

Bernardo Follini della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ha scelto Clarissa Baldassarri rappresentata da Gian Marco Casini Gallery, Livorno, con questa motivazione: Per l’interessante ricerca maturata nel corso degli anni attorno alle dinamiche del visibile e dell’invisibile, temi centrali negli odierni ragionamenti nel campo delle arti visive, indagate attraverso differenti media in grado di esaltarne le potenzialità.

Antonio Michele Coppola della Fondazione Coppola di Vicenza ha scelto Luca De Angelis rappresentato da Annarumma, Napoli con questa motivazione: Per i soggetti trattati in maniera estremamente intensa; per l’impegno costante nel medium pittorico che riflette la volontà della Fondazione di dimostrare come la pittura sia un linguaggio tanto attuale quanto le altre forme artistiche contemporanee.

Carla Subrizi della Fondazione Baruchello di Roma ha scelto Marco Pio Mucci rappresentato da Castiglioni, Milano, San Paolo con questa motivazione: Attraverso il disegno e il fumetto l’artista riunisce situazioni eterogenee nelle quali giustappone una pluralità di elementi in grado di originare una poetica originale con forti riferimenti al proprio vissuto.

Maurizio Morra Greco della Fondazione Morra Greco di Napoli ha scelto Virginia Zanetti rappresentata da Traffic Gallery, Bergamo con questa motivazione: Il lavoro dell’artista riflette su temi a cui la Fondazione Morra Greco è fortemente legata e su cui sta portando avanti un lavoro di mediazione culturale.

Sabrina Comin di Casa Robegan di Treviso ha scelto DEM rappresentato da Galleria Maurizio Corraini, Mantova con questa motivazione: La mia scelta è andata a DEM per l’interesse per la ricerca che l’artista è in grado di sviluppare nei contesti specifici, indagando tematiche antropologiche e legate alla natura attraverso installazioni, performance e video.

Alberto Salvadori e Chiara Nuzzi di Fondazione ICA Milano hanno scelto Costanza Candeloro rappresentata dalla galleria Martina Simeti, Milano: La scelta è motivata dalla specificità della ricerca e dalla sensibilità artistica dimostrata. Attraverso la sua pratica, Costanza Candeloro analizza il potenziale comunicativo e lo sviluppo del linguaggio nella società contemporanea, tematiche estremamente coerenti con gli ambiti di ricerca che Fondazione ICA Milano esplora e affronta attraverso la sua programmazione.

Alessandra Mauro della Fondazione Forma per la fotografia di Milano ha scelto Anna Di Prospero rappresentata da MLB Maria Livia Brunelli Gallery, Ferrara, Porto Cervo (OT) con questa motivazione: La ricerca fotografica di Anna Di Prospero si caratterizza per il segno introspettivo con cui esplora la quotidianità e il rapporto tra uomo e spazio, che esprime tramite la fotografia allestita e l’autoritratto. Uno stile personale, i cui elementi essenziali sono la composizione, l’uso cromatico di colori dai toni caldi, pose in armonia con le architetture.

Enrico Bossan, Elisa Carollo e Mattia Solari della Fondazione Imago Mundi di Treviso hanno scelto Leonardo Petrucci rappresentato da Gilda Lavia, Roma, con questa motivazione: L’opera di Petrucci intercetta diverse tematiche della nostra contemporaneità intessendo e attivando relazioni interessanti fin dai vari livelli nella sua realizzazione, dal coinvolgimento della Nasa a quello degli artigiani indiani. Da un lato l’opera parla dell’eterna aspirazione per conquistare nuovi spazi e pianeti, quando abbiamo ancora tanto da risolvere nel nostro pianeta sia come collettività, che individui. Dall’altro l’opera esprime sia a livello teorico che fruitivo un desiderio contemporaneo di superare lo spazio reale, per amplificarlo e così stupirsi riscoprendolo tramite l’esperienza amplificata di esso nel virtuale e con nuove tecnologie che lo sottraggono dalla banalizzazione del quotidiano. Al contempo, l’artista dimostra una capacità di stimolare una partecipazione attiva dell’opera, sempre più importante per coinvolgere i pubblici diversi che possono frequentare una istituzione museale come la nostra. Un’opera come quella di Petrucci diviene infatti un espediente per un intrattenimento e coinvolgimento accessibile a tutti, che si combina però già con un apprendimento cognitivo attivo capace di stimolare riflessioni su precise tematiche del nostro tempo.

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